Regione Sicilia

Dichiarazione in merito alla "Grande Città"

Pubblicato il 30 marzo 2017 • Politica

“Lo affermo con rispetto, ma anche con determinazione. Ad ogni tornata elettorale che riguarda i Comuni di Trapani ed Erice c’è chi decide, i soliti noti, di utilizzare una sorta di “oppio” elettorale, meglio conosciuto come “Grande Città” per distrarre i cittadini con un argomento che, peraltro, hanno sempre bocciato con il loro voto. Si lancia un progetto ormai vecchio ed inutile con l’obiettivo di nascondere ed evadere il confronto sui risultati che sono stati conquistati sul campo.

La “Grande Città” è da venire, l’Unione dei Comuni Elimo-Ericini è una realtà concreta, che ha in sé le potenzialità per dar vita davvero ad una nuova organizzazione territoriale, quello di un grande Comune dell’agro-ericino. Questo non vuol dire che il confronto con Trapani non debba esserci e che non siano utili e necessarie tutte le forme, già previste dalle leggi in materia, di collaborazione, d’integrazione di servizi, di progetti unitari per ottenere risorse finanziarie. Ma storia, cultura, tradizione, non possono essere piegate ad un progetto politico che si presenta vecchio e di corto respiro. E’ uno strumento di lotta politica che viene utilizzato soltanto in campagna elettorale o in qualche convegno. Inoltre, sul tema dei rifiuti la “Grande Città” è superata da tempo. L'ambito territoriale Trapani Nord che comprende 13 comuni della provincia è un esempio positivo di gestione consortile. E' tra i più virtuosi della Regione Sicilia con una percentuale di raccolta differenziata del 41,36%. Non è colpa degli altri Comuni se la città di Trapani raggiunge appena il 14,80 % poiché ha deciso di non attuare una raccolta “porta a porta” così come avviene negli altri comuni che raggiungono percentuali di differenziata incoraggianti.

Pertanto, non è certo con la fantomatica Città Metropolitana - con Trapani Erice, Paceco e Valderice - che verranno superate le questioni ancora aperte nel capoluogo, dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti, passando dall’efficienza dei servizi e delle prospettive di sviluppo”.